NEW YORK - MATERA                                                        Comunicato stampa (download)

MARGHERITA SERRA    

SpazioSculptureArt di Margherita Serra Matera, Via Madonna delle Virtù 81/83.           

 

 

venerdì 27 luglio 2018 dalle ore 20.00 alle ore 24.00

 

Anche quest’anno dopo l’esperienza di New York City, l’artista Margherita Serra torna a Matera per aprire il proprio spazio espositivo.

Due grandi lutti nel mondo dell’arte l’hanno profondamente colpita, la scomparsa di Gillo Dorfles e Rocco Brancati ai quali era profondamente legata da un sentimento di amicizia e di sincera stima.

Un incontro quest’anno più silente, ma puntuale, per uno scambio di opinioni tra amici e artisti con la visione delle opere di Margherita Serra che si è impegnata dal 2007 ad oggi ad invitare, nello spazio espositivo di via Madonna delle Virtù a Matera, artisti di fama nazionale e internazionale quali: Simone Benetton, Pino Castagna, Thea Lanzisero e June Ahrens di New York, Gillo Dorfles, solo per citarne alcuni.

Quest’anno Margherita Serra propone opere realizzate negli anni ‘80, sculture organiche realizzate in marmo bianco di Carrara e rosa del Portogallo, tre opere in vetro di Murano, una serie di realizzazioni in tecnica mista e due incisioni realizzate presso la Grafica Sette Dolori di Matera.

Fulcro centrale sono i CORSETTI che rappresentano il percorso di ricerca personale più lungo e ad oggi non ancora esaurito.

All’esterno dell’ipogeo materano è posizionata l’opera dal titolo “Vite imprigionate”. Una scultura composta da quattro elementi, due in acciaio inox e due in ferro verniciato rosso e grigio riferita alla tematica della triste condizione umana delle popolazioni che sono costrette a subire l’allontanamento dalle proprie terre d’origine, ma anche il dolore in cui versano le persone sole e abbandonate a se stesse. Le parti sono scatolate e unite mediante una sequenza di elementi ritmici orizzontali, colorati in rosso e bullonati. Un foro circolare rappresenta una via d’uscita dall’infelice condizione umana, una speranza per una vita migliore.

Nella profonda intimità dell’IPOGEO, e precisamente nel locale ex cisterna, è allocata l’opera “Femminicidio” realizzata quest’anno. Come donna e come artista, Margherita Serra è stata colpita intimamente dalle quasi quotidiane notizie riferite alle sofferenze subite, attraverso violenze e uccisioni, dalle donne perpetrate da uomini che sotto la parvenza di un amore eterno si sentono padroni di togliere la vita altrui. Già negli anni 70 i lavori dell’artista erano ispirati alla condizione femminile e alle sue problematiche.

“Femminicidio” è un’installazione. Rappresenta un corsetto femminile realizzato con griglia di ferro ossidato che ha subito negli anni bruciature continue.

I due elementi del corsetto sono uniti da un cavetto di acciaio e da segmenti bianchi di alluminio inseriti nei fori in modo tale da comporre elementi simbolici, ferite, croci, inflitti su un corpo già martoriato. Discendono dall’alto fili di nylon con alla base lacrime di rame e alluminio. Sul pavimento davanti al corsetto una sequenza di lacrime che lo accompagnano in senso diagonale tali da indurre il visitatore a raccoglierle emettendo un urlo liberatorio: STOP al femminicidio!